2009

Lezioni dell’estate

Da quando nel 2007 è nato il Master in Food Design dello Ied di Roma, ogni anno vi tengo una giornata di workshop. Avviene sempre di sabato, d’estate. È una bella esperienza, perche gli studenti, quasi tutte donne, sono molto motivati, pagano di tasca loro e desiderano apprendere il più possibile. Io racconto di come si mangia in giro per il mondo e con quali estetiche, con quali oggetti. Faccio vedere immagini mie e porto oggetti che ho raccolto nei viaggi o  nell’ambiente del design. La giornata dura dalle 9 della mattina alle 18 e la cosa bella è che le ore passano in un attimo…e alla sera ci spiace che sia finita. Ci spiace non vedersi più.

  • Virginio Briatore
  • Virginio Briatore

  • Virginio Briatore

  • Virginio Briatore

  • Virginio Briatore

  • Virginio Briatore

  • Virginio Briatore

  • Virginio Briatore

  • Virginio Briatore

  • Virginio Briatore

  • Virginio Briatore

  • Virginio Briatore

2006

Pensieri d’estate

Ci sono molte gioie sotto questo sole d’estate e una grande tristezza. Le mie piccole gioie derivano dal fatto che in questi giorni, nel Leone di Luglio, compio 51 anni e sono ancora vivo, senza gravi problemi. In concomitanza con il compleanno, vera celebrazione della nostra impermanenza, è uscito presso i tipi del micro editore salentino che porta il bellissimo nome di Leucasia, il mio secondo libro vero, anche questo dedicato all’India. Stampato a Presicce dagli editori Rolando e Gigi con la passione e l’amore che solo un piccola tipografia conserva, il libro si intitola ‘Nirvana Inferno’ e narra l’amicizia che da 27 anni mi lega a Pierre Rouzet compagno prediletto di viaggio e di pensieri. L’amicizia danza e si rinforza nei tremila km di una strano giro che ci porta dal Ovest all’Est dell’India ed infine alla città più sacra che sia dato vedere: Banaras. Nelle distanze, nel caos, nelle notti sui treni e nei templi in riva al fiume salgono a galla anche aspetti più intimi, personali, classici di ogni essere umano: la madre, il sesso, la paura, l’ebbrezza, la morte.
Il libro si può acquistare ordinandolo via mail a Rolando Civilla 

info@leucasia.191.it


Chi vive a Milano lo potrà trovare presso la preziosa cartolibreria AEIOU in via Vigevano 9, tel 0289404317. 
Il ricavato sarà destinato in opere di bene.

Se parliamo di lavoro una gioia mi deriva nel vedere il sito di http://www.aedo-to.com rinnovato e rilanciato con un bel competition di design legato al suono e promosso da una grande sensibile azienda – la JVC.

La tristezza mi deriva dal Libano: una guerra così improvvisa, che travolge e intrappola milioni di persone, dalla sera alla mattina. Un’altra guerra in cui a morire sono i civili - noi - da una parte e dall’altra. Come a Sarajevo poche migliaia di fanatici e remote radici di odio distruggono l’esistenza di interi popoli.
Non si vede evoluzione o fioritura nella storia. La razza umana a tratti è semplicemente insopportabile. Per il bene del pianeta a volte mi auguro che, come i dinosauri, si vada verso l’estinzione.
Per fortuna Kostas, un designer Greco che vive a Venezia, mi ha portato una bottiglia di Uzo vero dalla sua isola mentre dal Giappone, Setsu e Shinobu hanno trasportato un saké di gran prestigio in una bottiglia di coccio. Li metto in ghiaccio e nella notte d’estate brindo alla vostra salute, alle vostre gioie e alle vostre pene in estinzione!

  • Virginio Briatore
  • Virginio Briatore

2002

"Morti di Maggio"

A maggio la nostra nuova casa posta al piano terra fra due giardini ‘segreti’, ci ha regalato la sorpresa quotidiana di rose, caprifogli, gelsomini, ortensie, erbe e fiori che hanno profumato e allietato i nostri giorni.
In contemporanea la nostra famiglia è stata attraversata da una saga di numeri, cicli e ricorrenze.
Infatti martedì 28 maggio 2002, sei giorni dopo la scomparsa del padre di Rita, Giovanni Monari (nel giorno di S.Rita, anniversario del nostro matrimonio) anche la mia stanca, lucida e serenissima madre, Santina Garelli, ci ha lasciato, partendo per il suo ultimo viaggio nel giorno di S.Emilia, la sua unica e ‘materna’ sorella. (Mio suocero era nato nel 1916, mia madre nel 1918. Se, come io penso, diventare vecchi è una fortuna loro sono stati fortunati: i loro figli sono vivi e i nipoti pure.)
Ieri, 30 maggio, si è svolto il funerale e abbiamo riportato il suo corpo da Alessandria al piccolo paese di montagna, Garessio, in provincia di Cuneo, dove aveva vissuto gli anni del suo matrimonio e dove mia sorella, mio fratello ed io abbiamo trascorso parte dell’infanzia.
Era una magnifica giornata di primavera, verde, con mantelli di papaveri nel grano e i ‘suoi’ amatissimi fiori di campo ovunque. 
Il 30 maggio è anche il giorno del compleanno di Valentino, che ieri ha compiuto 4 anni e che per tutta la cerimonia è stato straordinariamente buono e serio, diversamente da Luigi (domani compie 6 anni) che ha vissuto questi ‘passaggi’ in maniera da un lato più lucida, consapevole e dall’altro più emotiva, irrazionale.
Sul perfetto sagrato ove i ciotoli del fiume Tanaro, ieri azzurro più del cielo, compongono una grande stella fiorita, ho rivisto parenti, in particolare due cugini imbiancati, figli dei fratelli di mia madre, che non vedevo da quando ero bambino ed altre persone amiche di famiglia di cui Lei pronunciava nomi a cui non sapevo abbinare volti, a dimostrazione di come, per ritrovarsi fra vivi, serva un morto.
Non dove è nata, né dove è morta e neppure negli altri paesi e città in cui ha trascorso la sua esistenza ha voluto celebrare la sua fine, ma in questa stessa chiesa dove si era sposata e dove anche la prematura bara di mio padre, discreto peccatore, fu spruzzata d’acqua santa. Un edificio, la Parrocchia di S.Caterina, maestoso, tutto in mattoni come nella tradizione piemontese, ma col campanile vezzoso, di intonaco bianco, con festoni verticali di antico giallo a richiamare il fastoso barocco dell’interno, in cui angeli d’oro si sporgono pericolosamente dalle colonne, candelabri dorati alti come vatussi svettano sugli altari e migliaia di susine di cristallo gravitano appese a lampadari irraggiungibili. Una dimensione imponente, di fine Settecento, fatta di pietre, statue, stucchi, balaustre, pulpiti, affreschi, che dal pavimento alla volta rifuggiva ogni frammento di un vuoto che oggi lo spopolamento dei paesi e il calo dei fedeli ha reso invece protagonista. Nel freddo intenso di questo grande vuoto a Santina sarebbe sicuramente piaciuto il canto di un volatile, di cui con ogni probabilità avrebbe riconosciuto genere e specie, che girovagava fra gli alti finestroni assolati. “Noi” a un certo punto avrebbe detto il prete, “siamo di fronte al mistero dell’Eternità come questo uccellino che è entrato e non trova via d’uscita”.

  • Virginio Briatore
  • Virginio Briatore

2001

Bambino-fenicottero

Madras, India. Scattata da mia nipote Valeria che lavora (disarmata e per quattro lire) a costruire un mondo meno ingiusto.

  • Virginio Briatore

2000

Scuola di vita

Sono una delle 7 persone convocate da Benno Simma il 18/10/97 al “Meeting per la costituzione della Scuola superiore di Design a Bolzano”, presso l’Accademia Europea, nel castelletto gotico di via Weggenstein. Per l’occasione ero stato dotato di una interprete!

Che cosa ho fatto io all’adb?

Sicuramente sono stato pagato per far parte del comitato Scientifico, per far parte delle commissioni di selezione dei candidati e per i brevi workshop di “alfabetizzazione del design” che ogni anno ho tenuto agli studenti.
Ma il mio compito è stato un altro, non è previsto da nessun ordinamento, in gergo aziendale si potrebbe definire “Consulente della Direzione” o ‘Consulente per le Relazioni Esterne e la Comunicazione”, ma io preferisco definirlo ‘Zio’.

Come uno zio che è sempre reperibile, non abita lì, ma viene (...) 

  • Virginio Briatore