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24/02/2014

Una bella storia

Questi giorni grigi sono propizi per condividere una bella storia che mi è capitata.

Una storia lunga 15 anni.

Quando nel 1998 il grande uomo Benno Simma, architetto, designer e musicista, fondò la pubblica Accademia di Design di Bolzano io ero una delle otto persone che lo aiutarono a pensarla e a portarla avanti. In autunno scegliemmo i primi 40 studenti e iniziammo i corsi. Tra loro c’era Robert Fliri, un ragazzo altoatesino, snowbordista supremo e uomo della montagna, che aveva già 22 o 23 anni in quanto per potersi mantenere agli studi era andato prima un paio di anni in Svizzera a fare il boscaiolo. Non so perché ma col tempo divenne il mio allievo prediletto e un anno, ai primi di giugno, con i miei figli ancora in età da asilo andammo ospiti suoi in una casa in alta quota, raggiungibile solo a piedi, ( esperienza fantastica e ancora oggi unica per la mia famiglia marina!) dove lui viveva in quel periodo, assieme ad un amico, per ricostruire, ancora più in alto, un fienile rifugio diroccato, portandosi su in spalla tutte le travi e poi le scandole del tetto!

L’estate dopo, sempre a giugno, lo invitai a venire con me e con mio figlio Luigi che aveva 5 anni (quindi siamo nel 2001) nel Salento dove condividemmo una settimana meravigliosa, ospiti riveriti di cari amici tra cui la masseria di Spigolizzi dove ancora viveva la mia ’luce perenne’ Patience Gray, grande scrittrice, sapiente, cuoca e anarchica irriducibile!

Ancora ricordo quando Fliri venne a farmi vedere il progetto per la sua tesi di laurea: una sorta di scarpa guanto a cinque dita, che lui voleva indossare per correre nei prati di montagna, mantenendo il contatto con il terreno e proteggendo la pianta del piede dalle asperità. Un progetto che io battezzai "La scarpa per camminare a piedi nudi".

Finita la scuola fece vedere questo progetto alla Vibram e piano piano iniziarono a svilupparlo. Anni e anni di lavoro. Di fatto Robert ha seguito solo questo progetto, con infiniti viaggi in Cina, dove c’è la produzione e negli States, dove c’è il mercato principale.

Realizzata in diverse tipologie la five fingers è diventata un successo planetario, e nel tempo ha realizzato vendite per circa 300 milioni di dollari.

Non ci siamo mai persi con Robert, qualche mese fa è venuto a trovarci e a passare un paio di giorni a casa nostra a Ravenna, con sua moglie e le loro due bellissime e ben educate bambine.

Che gioia quindi quando a gennaio, ridiscendendo il grande Mekong con mio figlio Luigi ci è di colpo apparso lo spirito di Fliri!

Nel momento più bello del viaggio, quando dopo una giornata intera il long tail boat si stava infine avvicinando alla meta, nella luce del tardo meriggio, Luigi è andato a godersi la brezza e la forza del fiume sulla piccola prua dell’imbarcazione. Vicino a lui un giovane uomo di molte etnie compiva il suo viaggio calzando le magnifiche five fingers!

Ciao a tutti